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Archivio per novembre 2010

Essere meschini

Poi l’autunno impara a finire. Perché a finire s’impara, la fine, i finali, la morte, e le canzoni suonate fino a qui. Il tifo che fai è un naso arricciato e le ginocchia che pregano per te che venga presto un’altra stagione e finisca questo misero novembre. Vittorio, non avevi ragione. I tabaccai chiudono alle [...]

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Femminile singolare

Ma lei non vuole parlare. Guarda fuori dalla finestra e le cade un Carioca dalle mani. Raccoglilo, dice Filippo, e si sistema gli occhiali sul naso. Fuori è un tempo tutto dritto e bagnato. Lei raccoglie il colore da terra e chissà se oggi verrà a prenderla qualcuno.

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Cancellare gli anni che ci vuole una chitarra un clarinetto ed un bicchiere vuoto. * Da finestre sfondate mi parlano ancora, fantasmi con gli occhi cavi coi tuoi occhi grandi. Si ricongiungono al demone guarito che ho conservato sulla schiena per preservare la compagnia nelle giornate bianche (tristi: nelle giornate bianche). * Trema la luce [...]

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- Ma tu preferivi la poesia o la prosa? – Come? – Dico, quando tu studiavi le cose di letteratura no? Preferivi la poesia o la prosa? – La poesia. – Perché? – Perché mi sembrava che con poco dicesse tutto. – E ora? – E ora che importa.

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L’ultima volta che m’è venuta l’influenza eravamo nella stessa stanza io, il coccodrillo McDonald’s e Paolo Conte. Paolo Conte cantava quella canzone che dice con noi due dentro al buio abbracciati e dopo ci sono dodici minuti di sax, così si capisce bene che noi due siamo davvero dentro al buio abbracciati. E la stanza [...]

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