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Archivio per Novembre 2009

Otium mundi

Il mondo dovrebbe rivendicare il suo diritto all’otium. Parlare meno, ascoltare di più. Correre meno, contemplare di più. Scrivere meno, leggere di più. Il mondo dovrebbe rivendicare il suo diritto all’otium. Per una questione di equilibri cosmici. Per una questione di particelle neuronali, schizzate dai pensieri alla velocità della luce. Per una serie di galassie [...]

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Succede di nuovo

Inghiottire il tempo sotto le coperte. Chiudermi il guscio. Non mangiare non sentire non vedere non urlare non tremare più. Rompere gli argini, ma senza sporcare. Ritirare i ponti. Fissare l’acqua e dentro l’acqua gli occhi. Che si chiudono. Che si chiudono piano. Non tremare più.

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Radiogramia

Quando mi sono seduta tra gli altri,
quel pomeriggio di primavera,
nessuno si era accorto di me, perché non porto mai niente di speciale, ma abiti modesti che evitano gli sguardi e provano come possono a rendermi invisibile.
Nemmeno tu hai cercato di spogliarmi un poco dal mio ingombro di maschere, ti sei limitato a guardarmi per pochi [...]

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Sul 2 in direzione piazzale Flaminio mi viene in mente il pensiero che sia proprio il momento giusto. Che scrivere un romanzo non è poi così difficile, se togli via come una buccia di mela tutta la dietrologia delle teorie della letteratura e le trentuno funzioni di Propp. E lasci solo l’essenziale: prima di tutto [...]

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#000

Non passa giorno in cui non ti dedichi almeno un pensiero.

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Tu, la giusta misura

Tu sapevi soprattutto la giusta misura. Sapevi inquartare le righe, senza il minimo terrore d’annoiare. Tagliavi a mezzo i pensieri, se si mostravano nudi inopportunamente lunghi. O li arricciavi all’angolo, se per errore, più che una frase sembravano sputo.
Tu sapevi di me soprattutto la giusta misura. M’incarceravi all’angolo, se per ore guardavo il tuo riflesso [...]

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Maria mentre sfoglia la noia scopre che si muore, e si muore vicino più di quanto pensi. In un luogo orizzontale, fatto d’intelaiature del pensiero, e strade mute e occhi chiusi, appena, lievi.
Nei posti inesistenti e caldi di battito umano si moltiplicano le voci, e le notizie sopraggiunte da lontano, battute dai pochi che vivono [...]

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