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Archivio per Maggio 2009

finta voce nella mia finta pace

Pure il bambino vero tace se resto in ascolto
della sua finta voce nella mia finta pace.
Pure gli posso far dire ogni parola che voglio:
mio amore quanto errore e dolore ci divide
quanto futuro senza futuro si spalanca.
-
Giovanni Giudici, La Bovary c’est moi

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rotto

Per ogni giorno funzionante un altro è guasto. Oggi il meccanismo si è inceppato. Io sono qui. Tra la batteria dell’orologio e la lancetta ripiegata. Un pezzo che non ingrana, con la pelle liscia e gli occhi gonfi.
le cose che non funzionano o si riparano o si gettano via. ho i cassonetti della raccolta differenziata [...]

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io preferivo stare

io preferivo guardare i treni
rovinare i binari in corsa
sfregando contro le rotaie,
come i tacchi cocciuti di un mulo.
Scavando, dagli occhi del sole,
le schegge brillanti della lamiera
quando si staccano di colpo
come una risata dal suolo.
io preferivo correre
pochi metri prima di cadere
sulla resina calda della mia terrazza.
Le ombre corte sulle mammelle verdi
crescevano dopo il tramonto
e si annodavano [...]

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predestinata

non lo so dove mi trovo, come mi sento ritagliata in questo spazio. non so se finiranno il giro questi occhi intorno al mio corpo che mi mordono le braccia e sputano il boccone. qualcosa affiora, piccoli gridi nei sogni che faccio, quando guardo le mie vecchie barbie e piango tenendole in mano, mi accarezzo [...]

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Le mani

L’amore ha care le mani più di ogni altra cosa,
per tutto ciò che hanno preso,
fatto,
dato,
piantato,
raccolto,
nutrito,
rubato,
carezzato,
sistemato,
addormentato,
offerto.
-
John Berger

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Cemento

Troppa fame per ferirsi.
Lento il suono scompagina le viscere,
potresti ancora lasciarti leccare
perché ho bisogno di guarire
da questa costernazione esistenziale.
è il corpo che impone il silenzio,
gli occhi arretrano
sotto gli abiti grassi di primavera
e maggio esplode a scoppi sordi per le strade.
(se Dio volge il mio sguardo all’orizzonte
vuole riempirmi il cuore di cemento.)

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Lettino

E insomma capisce, per me non è mai stato un problema, cioè era una cosa di cui andavo piuttosto sicura. si figuri che una una volta al liceo durante un compito in classe dovevamo scrivere un articolo di giornale e io sono stata un’ora e mezza a leggere i documenti e guardare il foglio bianco [...]

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Primo maggio

Tramonta Roma su piazza san Giovanni
sorretta da mille e seicento milioni di mani
in distorsioni elettriche e impulsi
di polsi che si agitano e si toccano
e si aprono e il palco è rosso
come le bandiere e cola nella bocca
di legno lucido della chitarra
e riluce un suono dalla cassa
dell’intestino
mentre uno alza la gamba
e oltrepassa un paio di ginocchia
sedute [...]

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