L’estate mi rende superficiale.
Frivola, annoiata e sociale.
Non preferisco, d’estate, la solitudine.
Rientro perfettamente nella media,
nel rango di quelli che sguazzano
tra salvagenti, profilattici e rapporti estivi.
L’estate mi rende passiva, indulgente
e la musica, la mente, mi assomiglia:
quattro accordi, un ritornello, un gioco
da spiagga, una biglia, una paletta.
D’estate mi viene in mente
che vorrei essere superficiale sempre
piena di gonne corte e rime aabb.
Invece, voilà, l’estate mi rende inciso
chiuso in mezzo a due parentesi.


che bella l estate anche se il caldo a volte è insopportabile!!!beh uno si può sempre buttare a mare …
bella.