È novembre, tutta la natura è morta di letargo, e durerà dei mesi.
Quello che resiste è rosso e cade in concerto.
Quello che resiste è secco, freddissimo di attesa.
Io sento pungere sotto gli occhi, e mi formicolano le mani
e penso sia giunto il momento.
Io ero sovversiva, la mia vita era uno sfondo nero pieno di fiori gialli
o di caramelle colorate al gusto di vetro.
Ora ho bisogno di pace, di riaprire gli occhi e sentirmi a casa.
Ho bisogno di svegliarmi. Muovere un piede da sotto le coperte che mi sono scritta addosso. Scaldare le corde vocali, parlare. Due mesi in silenzio, immobile, un grosso punto interrogativo raggomitolato nel letto.
Di tanto in tanto ho aperto gli occhi, sempre per un bisogno d’amore, ho scritto due cose, tre, ne ho scritte sedici, dappertutto c’era amore.
Ora ho bisogno di essere. Io non sono cambiata, ho solo riaperto gli occhi.
Io sono chi sono. E sono dappertutto ciò che sono.

“Io sono chi sono. E sono dappertutto ciò che sono.”
lo prendo come promemoria per me.
Bentornata postsessentottina
La mancanza si sentiva.
Bentornata Dea
E’ bello trovarvi sempre al mio fianco.
Grazie.