29 Giugno 2009 di naturaldisaster
a. i miei occhi, i miei occhi, i miei occhi, i miei occhi, i miei occhi, i miei occhi, dove sono i miei occhi?
b. cerco di mantenermi calma. pesco il respiro in fondo al diaframma, la pancia si alza, i polmoni aprono strade come boccioli, l’aria solca il petto. l’ossigeno scava la terra attorno al mio sterno.
c. mi concentro su quelli che scelgono di rifarsi il naso, il seno, il culo. sarebbero impazienti, allegre, un po’ preoccupate forse, ma vuoi mettere uscire con una quinta, una punta alla francese o sette chili in meno? ecco, devo avere lo stesso loro atteggiamento, positivo, forte e… e che cazzo ne so.
d. coraggio. nessuno mi ha lasciata. ho l’affetto di tutti i miei amici, mi chiamano, mi scrivono, ci sono. coraggio, mia madre sarà con me. coraggio.
e. finirà.
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28 Giugno 2009 di naturaldisaster
Voglio guardarmi allo specchio e sorridermi. Essere fiera di me stessa. Dirmi sempre ogni sera che ho fatto il possibile e come meglio potevo. Non dover rimpiangere nulla. Fare il mio dovere. Portarmi sulla strada del giusto. Alzarmi presto, non perdere tempo, non sprecare tempo, fare solo cose utili o necessarie. Ripartire la giornata con ragionevolezza e buon senso. Non cedere al divertissment, non cedere alla pigrizia, o alla noia. Essere attiva, sveglia e impegnata. Voglio poter dormire a pancia in su, guardare in faccia la giornata appena trascorsa e mandarla a dormire seranemente. Voglio essere orgogliosa di quello che faccio. Fiera di me.
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27 Giugno 2009 di naturaldisaster
Davvero le nostre vite si sono così slabbrate? Siamo finiti davvero così lontani? Scaraventati in posti diversi come corpi lacerati da un’esplosione? Mancano pochi giorni, e io credo di aver perduto una ricchezza. Davvero a tutta questa gioia non si può trovare rimedio? A questi sorrisi cuciti con punti stretti ai lobi?
Io vorrei sciogliere l’acqua dei fiumi che ci separano. Perché tra noi c’è sempre una distanza fisica e naturale. La terra che germoglia i vermi oggi mi ha portato una lettera, una notizia, una cartolina gualcita dalle mani nere dei corrieri. Diceva che sei assente come mai. Sono salita in camera, col passo lento e goffo di una coccinella e ho imbrattato nuovi fogli per te, nuove illusioni. Sei un pensiero che ritorna come una cometa. Quando non ci sei non sento dolore, se torni l’infelicità mi assale e la colpa bianca di non averti e non averti avuto.
Ti schiudo la gabbia.
So che tornerai.
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24 Giugno 2009 di naturaldisaster
Mi vuoi sempre bene?
E tu?
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Perché non torni?
Perché non mi raggiungi?
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Perché non mi scrivi?
Perché non mi leggi?
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Perché non mi cerchi?
E tu?
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24 Giugno 2009 di naturaldisaster
Asciugate le guance contro lo specchio, ho tirato via la webcam dal computer, ho scoperto una spalla, mi sono guardata il profilo delle labbra, una ciocca di capelli scendeva nuda sulla schiena, con gli occhi ancora truccati, ho sorriso come se fossi la sola a poterlo fare, ho finto di baciare qualcuno in modo stupido, ho pensato a tutte le stelle del cielo, grandi come pupille bianche, a tutte le nuvole che scompaiono inghiottite a pezzi dalla notte, ho pensato che il cielo si distrugge mentre io mi guardo allo specchio, cancellando ogni neo dalla mia testa, ogni giorno infelice degli ultimi giorni infelici, mi guardo e vorrei solo scattarmi una foto, immortalare il momento in cui per la prima volta dopo mesi mi vedo, mi sento indiscutibilmente bella.
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19 Giugno 2009 di naturaldisaster
Paolo dice che da domani inizia la mia settimana di recupero. Meno male, non ne posso più di questi giorni deliranti. Paolo ha gli occhi grandi a pallina, il naso a forma di tenda da campeggio e la bocca sottile. Il labbro superiore, in particolare, fa una piccola ondina e sembra una emme. Questa cosa mi rassicura: è come se avesse in bocca il mio nome, è come se fosse sempre sul punto di pronunciarmi.
Quando dice queste cose Paolo non sbaglia quasi mai. Una volta mi ha detto che era un periodo stancante, ed era vero. Un’altra volta mi ha detto che avrei avuto dei soldi, ed era vero. Un’altra volta ancora mi ha detto che avrei avuto una settimana di fuoco col mio partner. Quella volta si sbagliava, ma una su tre può capitare a tutti.
Io però mi chiedo, quando guardi l’oroscopo per sapere qualcosa in più della tua vita è perché sei ridotto proprio male. Questa non è una vera domanda, perché alla fine manca il punto interrogativo.
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17 Giugno 2009 di naturaldisaster
Fuori di qua non c’è passione. Il cuore vuole correre a ventri sciolti, svuotarsi del tutto e andare.
In questo punto in questo momento ci sono io e le parole attorno non mi toccano, non mi colpiscono. Le parole in fondo mi feriscono soltanto.
Non ce la faccio, ce la devo fare. Nella filosofia del linguaggio qualcosa non funziona. Un corto circuito nella bocca di Wittgenstein e io svenuta sull’ombra secca del pavimento.
Fuori di qua non c’è passione. Mi sale come una malattia, un’affezione, un mormorio di colli e gole aperte al cuore. Non sento niente, non sento dolore.
E invece mi riempio di piccole menzogne con una siringa sottile in punta ad ogni vena.
La mano ha solo voglia di gettare i fogli. Asciugare il sudore nero di questi mesi rotti.
Se sbatto le palpebre veloci come ali il tempo non passa, più.
(So che non dovrei eppure piango ancora.)
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6 Giugno 2009 di naturaldisaster
Sente di nuovo l’ansia di perdere. Sente il cuore che si scioglie nello stomaco come una pasticca cattiva. E poi risale, liquido e rosso a infiammare la gola. Sente che tu scompari e non ti vuole lasciare. Sente le unghie sulle tue fotografie mentali. Sente il colore dei tuoi occhi e il tuo sorriso duro dentro il petto. Sente che scompari e non vuole lasciarti. Sente che c’è già qualcuno al posto suo, che ti coccola e ti annaffia come una pianta fragile. Sente che ti dimentichi di lei, che il suo ricordo si scioglie nelle acque fredde del nord. Sente una cosa strana che non si chiama amore e non si chiama gelosia. Anzi, sente che si chiama amore. Sente che sta perdendo e ha paura. Sente che non è giusto che sia una sfida. Sente che qualcosa, almeno qualcosa, debba essere comunque destinata alla salvezza, che non debba sparire mai. Sente che tu sparisci e lei non vuole saperne di cancellarti. Sente che molli la presa. Sente che ti vuole dentro. Sente che ti vuole subito.
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31 Maggio 2009 di naturaldisaster
Pure il bambino vero tace se resto in ascolto
della sua finta voce nella mia finta pace.
Pure gli posso far dire ogni parola che voglio:
mio amore quanto errore e dolore ci divide
quanto futuro senza futuro si spalanca.
-
Giovanni Giudici, La Bovary c’est moi
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